31 Marzo 2008
L’Osservatorio Coldiretti-Inea

La Coldiretti del Friuli Venezia Giulia con l’Inea (Istituto nazionale di economia agraria), sede regionale per il Friuli Venezia Giulia, hanno presentato in un convegno i risultati dell’Osservatorio economico riguardanti i dati dell’andamento del settore agroalimentare del Friuli Venezia Giulia del 2007.
L’indagine si è avvalsa della collaborazione dell’università degli studi di Udine dipartimento di Scienze economiche e del sostegno di Friuladria Credit Agricole.
Il convegno, coordinato dal direttore regionale della Coldiretti Elsa Bigai ha visto in apertura gli interventi del presidente della Coldiretti del Friuli Venezia Giulia Dimitri Zbogar che ha sostenuto l’importanza dell’iniziativa come strumento strategico per le imprese e per la Coldiretti, mentre Giovanni Da Pozzo presidente della Camera di Commercio di Udine ha rilevato come il settore primario sia un comparto che va adeguatamente valorizzato con una promozione dei prodotti che sono un punto di forza per la nostra regione. Il direttore centrale alle Risorse agricole, naturali, forestali e alla montagna Augusto Viola ha sostenuto come i dati delle ricerca dimostrino una particolare dinamicità del settore e questo elemento debba essere interpretato come una spinta positiva. Viola ha inoltre rilevato la piena rispondenza del Psr (Programma di sviluppo rurale) con gli indicatori emersi dallo studio.
GiovanniLessio in rappresentanza di Friuladria Credit Agricole ha sostenuto come l’istituto di credito punti ad avere un rapporto sempre più intenso con il settore primario, rispondendo alle esigenze delle imprese anche nella fase progettuale della consulenza e nel sostegno con l’obiettivo di favorire lo sviluppo anche attraverso una partnerschip.
Le relazioni sono state a cura di Francesco Marangon del dipartimento di Scienze economiche dell’università degli studi di Udine che ha trattato il tema: strutture e dinamiche dell’agricoltura regionale. In proposito ha portato i dati sul valore aggiunto che tende ad assestarsi al di sotto del 3%, mentre per quanto riguarda l’occupazione pur confermando un andamento decrescente segnala nell’ultimo periodo una ripresa che sul totale degli occupati per settore di attività economica si attesta al 2,3%. Infine ha ricordato come il numero di aziende agricole iscritte al Registro delle imprese sia rappresentato per la maggior parte da quelle individuali (91%) anche se risultano in crescita le forme societarie (7,9%)
Greta Zilli dell’Inea sede regionale per il Friuli Venezia Giulia ha esposto l’analisi dei dati strutturali ed economici delle aziende agricole regionali con alcune considerazioni sui dati Rica (Rete di informazione contabile agricola). Dopo aver ricordato che la viticoltura e la frutticoltura sono i settori più rappresentativi (32%) seguiti dai seminativi (28%) è entrata nel merito della redditività del lavoro che risulta più remunerativo per unità di lavoro per la viticoltura (29 mila euro), per la zootecnia bovini da latte (26 mila euro) e frutticoltura (22 mila euro), mentre per gli indici di redditività si rileva una situazione insoddisfacente.
Federica Cisilino sempre dell’Inea ha parlato dell’Osservatorio economico 2007 con l’indagine campionaria e il focus group. A questo proposito ha ricordato come le 62 aziende intervistate abbiano consentito  di esplorare  gli aspetti della qualità delle produzioni tipiche legate anche al mercato e quindi ai prezzi e agli investimenti e allo sviluppo delle imprese.
Andrea Gregori del Ciase (Centro regionale per l’Istruzione e l’assistenza socio economica in agricoltura) ha illustrato l’annata agraria 2007 in Friuli Venezia Giulia con il punto di vista delle imprese. In proposito ha rilevato come tra il 2006 e 2007 ci siano stati degli incrementi delle colture come la vite (4%), orzo (13%), frumento (57%) e actinidia (25%) ed un calo del mais (-2%) e della soia (-12%). Nello stesso periodo si è assistito ad un aumento generalizzato dei costi e in particolare per i mangimi (20%), farina di soia (19,3%) i fertilizzanti gli agro farmaci e le sementi.
Infine Cristina Basso sempre dell’Inea ha presentato l’attività di trasformazione nelle aziende agricole regionali con i risultati del campione.
Nello specifico ha spiegato come la distribuzione percentuale del campione delle aziende con attività di produzione rappresentino il 23,6 % e quelle con attività di trasformazione il 76,4%. Di queste i mercati di riferimento sono quasi essenzialmente quelli regionali a parte le aziende vitivinicole che commercializzano anche all’estero. Per quanto riguarda i canali di distribuzione circa il 46% è rappresentato dalla vendita diretta e dai grossisti il 30%.

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