2 Ottobre 2008
Crollo dei prezzi dei cereali.

Il crollo dei prezzi dei cereali e in particolare del mais, sta preoccupando non poco i produttori agricoli del Friuli Venezia Giulia. A questo si aggiunge la recente verifica sullo stato di salute della Pac (Politica agricola europea), che considera di abolire l’intervento per tutti i cereali (escluso il grano tenero panificabile), un orientamento che mette in discussione l’intero sistema produttivo.
“Sulla proposta di revisione – rileva il direttore della Coldiretti del Friuli Venezia Giulia Elsa Bigai- sono stati avviati dibattiti e confronti all’interno delle diverse filiere per ricercare, condizioni migliori per favorire sviluppo e competitività del mondo agricolo. Alla luce dei nuovi scenari internazionali di mercato – spiega il direttore - la Commissione ha valutato la necessità di mantenere la funzione di rete di sicurezza dell’intervento pubblico in caso di crisi di mercato solo per il frumento tenero panificabile mentre, alla luce dell’azzeramento del set-aside (riposo dei terreni),  sarebbe stato opportuno avere qualche garanzia anche per altri cereali, se non altro per evitare possibili speculazioni”.
Dopo queste considerazioni la Bigai entra nel merito delle proposte della Coldiretti e della situazione regionale: “A fronte di questa situazione e per rispondere alle esigenze di liquidità degli imprenditori agricoli, determinate dall’attuale congiuntura come Coldiretti regionale ci siamo attivati per verificare la possibilità di derogare e quindi anticipare le date di pagamento dei premi Pac o almeno di essere messi come regione in priorità assoluta o ancora prevedere della misure, da adottare attraverso la Regione affinché ci siano a favore delle cooperative del settore degli interventi, probabilmente ricorrendo al regime del de minimis, che consentano a queste ultime di erogare delle anticipazioni ai soci.”
Sul regolamento la Bigai aggiunge: “A nostro avviso l’attuazione dovrà tener conto del livello produttivo di ogni singolo Paese che attuerà la procedura, per evitare possibili sostegni alle produzioni extracomunitarie. In secondo luogo – aggiunge il direttore - il nostro interesse sulla materia si pone in termini diversi: la misura dell’intervento pubblico, in Italia, è uno strumento ormai superato e di difficile applicazione, perché non esistono ad oggi strutture riconosciute dall’Agea (organo pagatore) per l’attuazione delle operazioni. A questo punto - sostiene la Bigai - sarebbe opportuno istituire un programma di scorte strategiche regionali gestite attraverso la rete di Consorzi Agrari e cooperative che nella nostro territorio c’è e va potenziata, per poter governare sacche di crisi di mercato che si verificano in particolari periodi dell’anno e garantire, contestualmente, una costante disponibilità delle produzioni. Su questo ragionamento credo – conclude il direttore – al ruolo degli essiccatoi cooperativi e ribadisco del Consorzio agrario. Su questo progetto Coldiretti è pronta a misurarsi per verificare la fattibilità dei percorsi da intraprendere”.

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